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La seduzione senza tempo del rossetto

Il sensuale gesto di dipingersi le labbra – che oggi accomuna donne di tutte le età – ha vissuto epoche in cui era proibito e ha fatto discutere per secoli. Prima che venisse riconosciuto al rossetto il valore che merita. Passato, presente e futuro del cosmetico che da sempre è sulla bocca di tutte.

La forma e il colore delle labbra hanno sempre influenzato la percezione dei lineamenti del viso. E il rossetto da millenni è il grande complice, sinonimo di seduzione e sensualità. La tendenza di dipingersi le labbra risale a tempi lontani, quando si utilizzavano ancora prodotti ottenuti con sostanze varie, ed era un “rito” praticato anche dagli uomini. Una delle più antiche testimonianze di cosmetico per colorare le labbra risale ai Sumeri alcune migliaia di anni prima di Cristo. Era una polvere ottenuta con pigmento rosso, essenza di rosa, e olio di sesamo. Ne faceva uso la principessa Shub-Ad che portava sempre con sé una scatoletta fatta con madreperla e filigrana d’oro, ritrovata ad Ur e conservata al museo di Baghdad.

Nell’Antico Egitto, il rossetto si fabbricava mescolando minio (ossido salino di piombo) con sostanze vegetali o ocra arancione a grasso animale profumato. In Grecia per un lungo periodo preferirono il colore mattone, sempre a base di ossidi di ferro. Nella Roma Imperiale, le labbra si dipingevano con un colore rosso acceso, applicando il fucus o il purpurissum a base di cinabro (solfuro di mercurio velenosissimo).

Nel Medioevo, invece, solo le cortigiane potevano dipingersi le labbra di rosso. E sempre in quel periodo tornò in voga la tendenza di truccare la bocca in modo piuttosto marcato, uso che restò inalterato fino a tutto il ’700. Labbra molto rosse spiccavano sulle candide pelli sbiancate di donne e uomini che usavano maquillage pesantissimi. Consideravano sensuale la bocca piccolissima e imbronciata e imponevano il labbro inferiore più carnoso di quello superiore, per conferire al viso un’espressione più accattivante.

La bocca piccola doveva essere dipinta con contorni molto ristretti, e proprio a questo scopo venne creata la “colle à bouche” a base di sostanze astringenti che, applicata ai lati delle labbra, inibiva l’apertura della bocca durante la conversazione e le risate. Fra il IX e il XIV secolo l’uso del rossetto venne condannato e completamente bandito da tutte le persone perbene e morigerate, e le labbra rosse diventarono simbolo di dissoluto meretricio. Verso il XV secolo, invece, ritornarono in voga le labbra dipinte con ogni sorta di prodotto, sempre indistintamente da ambo i sessi. Nel XVII secolo venne creato il primo “bastoncino”, una pasta semisolida a base di terra rossa (chiamata Terra di Parigi), appiccicata su un legnetto e seccata al sole. Per poterla utilizzare era necessario inumidirla prima con la saliva. Fu allora, proprio grazie alla forma, che il rossetto oltre che per dipingere, venne utilizzato per la prima volta anche per modificare visibilmente i tratti della bocca, secondo i dettami della moda.

Durante il più “casto” Ottocento, le donne dell’alta società lucidavano le labbra spalmandole con un composto a base di cera, bianco di balena, e olio di rose. In quegli anni l’uso del trucco era ancora considerato disdicevole. Solo le donne di malaffare ne facevano palesemente uso, perciò la vanità femminile escogitò mille artifici per migliorare in modo assolutamente naturale il proprio aspetto. Finalmente, ai primi del ’900 si trovò un compromesso: il rossetto poteva essere usato, ma solo su bocche rigorosamente sposate o che avessero superato i trent’anni. Le formulazioni disponibili erano ormai varie e, secondo la moda corrente o le preferenze personali, tingevano le labbra con tonalità garbate o artificiose. Roger & Gallet nel 1910 produsse il primo stick da labbra contenuto in un cilindretto di cartoncino e spinto fuori da uno stantuffo.

Nel 1915 l’americano Maurice Levy, invece, inventò il portarossetto in plastica o metallo che attualmente conosciamo. Ma il vero utilizzo del rossetto si diffuse prepotentemente dopo la Seconda Guerra Mondiale grazie al largo uso che se ne faceva al cinema. Le dive americane resero lo scarlatto delle labbra emblema di fascino, bellezza e indiscutibile simbolo di sensualità.

Da allora il rossetto divenne strumento di seduzione solo femminile, sempre schiavo dei capricci della moda. Negli anni Venti, si usava il colore rosso scuro su bocche a forma di cuore come quella di Betty Boop. Negli anni ’30 il rossetto diventò quasi nero, dipingendo labbra incredibilmente sottili a fessura. Negli anni ’40, invece, i dettami della moda imponevano il rosso sangue su labbra dal disegno iper arrotondato.

Negli anni ’50 e ’60 la tendenza prevedeva colori che andavano dall’arancione al fucsia e rosso lacca, su bocche larghe e supersexy. E negli anni ’70 arrivano i primi colori luminosi madreperlati. Ma fin qui il ruolo del rossetto si limitava a dipingere le labbra e poco aveva a che vedere con l’evoluzione che questo prodotto avrebbe avuto negli anni a venire.

La ricerca e la tecnologica hanno totalmente rivoluzionato il ruolo del rossetto. La sua metamorfosi è stata tale che, oltre ad offrire una gamma di nuance infinita con resa del colore perfetta, lo ha fatto diventare trattamento completo per le labbra. Con texture contenenti attivi che interagiscono fra loro per idratare, prevenire e combattere gli antiestetici segni del tempo su un punto focale del viso.

Preziosi scrigni creati da designer e gioiellieri contengono questi elisir colorati alleati delle labbra.
1) Wanted Rouge, Helena Rubinstein
 (€ 31) – Questa formula arricchita dal Lip™ Complex, Beta X Jelly e acido ialuronico stimola la microcircolazione, contribuisce a ridonare alle labbra il colore rosso naturale e ha proprietà anti-age.
2) Rouge Volupté, Yves Saint Laurent 
(€ 28) – Una texture-crema che diventa fluida a contatto con le labbra. Il complesso di cere fondenti, trigliceridi vegetali, elastogum unito a microsfere di acido ialuronico rende le labbra morbide e vellutate. In 30 colori.
3) Rossetto 24 Ore Power, Deborah Milano (€ 13) – La tenuta è uno degli atout più richiesti dal rossetto che, grazie a questa formula arricchita da siliconi volatili, crea un film colorato che si fissa sulle labbra restando inalterato a lungo. Disponibile in 7 nuance.

4) Signature Lipstick, Estée Lauder (€ 23) – La sua formula con base a cera sintetica, elementi in gel, esteri e pasta emolliente che miscela oli sontuosi, crea una pellicola che asciugando all’istante sigilla il rossetto sulle labbra e ne controlla i bordi. In 30 colori.
5) Rouge d’Armani, Giorgio Armani Parfums (€ 28) – Color-fil™, tecnologia basata su Color bond™, unisce colore pieno a lunga durata e comfort. Un colore puro che aderisce alle labbra, sigillandovi l’idratazione a lungo senza sbavare. In 12 colori.
6) Ceramide Plump Perfect Lipstick, Elizabeth Arden (28) – Maxi-Lip™, triplice complesso alle ceramidi, vitamine A,C,E ed estratto di gardenia di Tahiti aiutano questo rossetto a prevenire la formazione delle linee verticali del contorno labbra. In 5 tonalità

7) Rouge G de Guerlain (€ 40,00) – Grazie all’elevata concentrazione di pigmenti associata alla presenza di madreperla liquida, Rouge G veste le labbra di un film denso che riflette perfettamente la luce sulle labbra, idratando e attenuando le rughe. In 25 declinazioni.
8) Pupa Volume, Micys Company Italia (€14,90) – Volucomplex con volufiline, microsfere vegetali, estratto di portulaca pilosa unita a un oligopeptide e acido ialuronico aiutano la distensione delle micro rughe, preservano l’idratazione e donano turgore alle labbra.
9) Perfect Rouge, Shiseido (€ 26,00) – Rossetto antiaridità ad alta definizione che unisce una nuova tecnologia del colore ad esclusivi principi attivi con proprietà di trattamento. Aderisce bene alle labbra e assicura una lunga tenuta. In 20 tonalità.
10) Rouge Unlimited Creme Matte, Shu Uemura (€ 25) – Un effetto matte con una texture cremosa elimina il disagio delle labbra aride. La formula ha come risultato un colore puro e un’elevata fedeltà del colore ottenuti grazie ai “pigmenti ibridi”. In 12 tinte. 11) Colorbust Lipstick, Revlon (€ 17,50) – Un colore elastico che segue l’epidermide labiale per una sensazione di massimo comfort. I pigmenti di questo rossetto garantiscono un colore saturo e puro e scorrono sulle labbra in maniera fluida. A disposizione in 12 colori.


12) Rouge Coco, Chanel (€ 27) – Una formula che garantisce alle labbra un’ottima idratazione grazie al complesso Hydratendre creato da Chanel. La sua consistenza fondente, cremosa e vellutata dona un maquillage satinato e luminoso. Gamma di 32 nuance.
13) Rossetto Design®, Collistar (€ 21) – Un cocktail di attivi benefici come vitamina A, C ed E, preziosi oli elasticizzanti ed un esclusivo complesso lipidico dalle proprietà ristrutturanti, idratanti e rigeneranti per questo rossetto che rimane inalterato a lungo. Disponibile in 12 tonalità.
14) Rouge Dior (€ 29,76) – Una formula voluttuosa in cui il trattamento è messo al servizio della perfezione del colore. Sfere di acido ialuronico rimpolpanti, di cui le più piccole penetrano e riempiono le mini rughe dall’interno. Le altre esercitano l’azione riempitiva restando in superficie. In 32 tinte.
15) Rouge Interdit, Givenchy (€ 25,75) I cristalli liquidi sono inseriti in questa formula arricchita con olio di camelina a base di acidi grassi essenziali, omega3 e omega6. Oltre che esaltare il colore, questo complesso conferisce alle labbra morbidezza ed elasticità. In 24 nuance.

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