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Glitter vietati in Europa? Una nuova norma dice no alle microplastiche

Dal 17 ottobre, nell’ambito del Piano d’azione Zero Pollution, è entrato in vigore in Europa una nuova norma che dice no alle microplastiche. Come i glitter, ma non solo. Sotto accusa anche I profumatori d’ambiente, giocattoli, tessili. Abbiamo intervistato Claudia Chiozzotto, esperta di ambiente e prodotti per Altroconsumo.

Dopo la messa al bando della plastica monouso e la stretta sui rifiuti da imballaggio, l’Europa dice no alle microplastiche. La misura è stata adottata a seguito dell’emanazione di un nuovo regolamento Ue del 25 settembre 2023 e si inserisce nell’ambito del cosiddetto Reach, il regolamento europeo che si occupa della registrazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche.

L’obietivo? Ridurre del 30% queste sostenze entro il 2030, limitando così la dispersione nell’ambiente delle particelle sintetiche di polimero di dimensioni inferiori a 5 mm. Come scrive Altroconsumo: “Tecnicamente anche i glitter rientrano tra queste: parliamo di minuscoli frammenti di polimeri naturali chimicamente modificati o sintetici, un mix di frammenti di alluminio e plastica. Sono sostanze che non si disciolgono in acqua, si degradano lentamente e sono facilmente ingeribili da organismi viventi, arrivando così alle acque potabili e negli alimenti”.

Ma il divieto alla vendita non è immediato per tutti i prodotti: la commissione ha infatti concesso ad alcune categorie di prodotti un periodo transitorio più o meno lungo, come I cosmetici. Ci spiega tutto Claudia Chiozzotto di Altroconsumo.

Claudia Chiazzotto, Altroconsumo

L’europoa dice no alle microplastiche: cosa comporta per il settore cosmetico questa normativa e come è stata accolta? 
E’ importante precisare che la normativa non riguarda nello specifico i cosmetici, ma in generale i prodotti contenenti microplastiche “intenzionalmente aggiunte”, che possono essere rilasciate nell’ambiente durante l’uso e che non sono solubili, né biodegradabili. Oltre ai cosmetici, infatti, nel mirino Ue sono finiti anche i materiali usati nei campi da calcio sintetici, i fertilizzanti e i prodotti per la profumazione dell’aria. Come possiamo leggere dalle dichiarazioni rilasciate dalle associazioni di categoria, l’industria cosmetica sembra aver accolto di buon grado questo regolamento e, in ogni caso, i cambiamenti in ambito cosmetico non saranno nell’immediato.

Le aziende dovranno ritirare i prodotti dai negozi?
Se parliamo di prodotti cosmetici – creme, saponi, detergenti vari, shampoo, dentifricio, trucchi (tra cui alcuni glitter), profumi – la riposta è no e su questo punto è bene fare chiarezza, perché in effetti il testo della normativa è abbastanza complesso. Per quanto riguarda i cosmetici solo la vendita di prodotti contenenti microsfere (ovvero particelle solide in plastica insolubili con finalità esfolianti o detergenti) è vietata a partire dal 17 ottobre 2023, ma su questo ci sono due aspetti importanti da considerare: 

  1. quasi la totalità dei produttori ha già volontariamente cessato l’impiego di questi ingredienti;
  2. per quei pochi prodotti ancora in circolazione che contengono queste particelle esfolianti non c’è nessuno ritiro dal mercato, perché possono essere vendute fino ad esaurimento scorte. E i glitter?Anche la vendita dei glitter (ma solo quelli in plastica e non biodegradabili) è vietata dal 17 ottobre 2023 ma questa tempistica immediata vale solo per quei usi e prodotti per i quali la normativa non ha previsto periodi di transizione, ad esempio prodotti tessili, giocattoli, kit per lavori artistici, decorazioni natalizie. I cosmetici, invece, appartengono ad una categoria di prodotti per cui la normativa ha previsto un periodo di transizione: quindi se i glitter (così come altri ingredienti che rilasciano microplastiche) rientrano in un utilizzo di tipo “cosmetico” valgono le tempistiche previste dalla legge, che, come possiamo vedere, danno in realtà molto agio all’industria per adeguare le proprie formulazioni (eliminando così non solo glitter di plastica ma anche e soprattutto altre microplastiche): 
  • ottobre 2027 per i cosmetici a risciacquo
  • ottobre 2029 per i prodotti non a risciacquo (ad es. creme, deodoranti ecc.)
  • 2035 per smalti e make-up. Insomma, non vedremo grossi cambiamenti sugli scaffali dei cosmetici in vendita. 

I prodotti con obbligo immediato sono già stati ritirati o si trovano ancora nei negozi fisici e online? Sono previsti controlli? 
Come abbiamo spiegato la normativa riguarda tutte le tipologie di prodotti di consumo. Per i prodotti cosmetici sono previsti dei lunghi periodi di transizione, così come per altre categorie di prodotti. Quelli per cui l’obbligo è immeditato possono comunque rimanere in vendita fino ad esaurimento scorte se sono stati immessi sul mercato prima del 17 ottobre 2023 (il che è difficile da poter verificare). Quindi in realtà non ci sono al momento gli estremi per poter dire che siano attualmente in vendita prodotti vietati. Altroconsumo continuerà a vigilare, ma una volta entrate in vigore le messe al bando, le segnalazioni di prodotti ancora presenti sul mercato andranno fatte alle varie autorità competenti, ad esempio il Ministero delle imprese e del made in Italy o, per i cosmetici, il Ministero della Salute. Le stesse Autorità competenti controlleranno anche l’online.

Quali sono i rischi per i consumatori se continuano a usare questi prodotti? 
Nessuno, la normativa è un provvedimento per la tutela dell’ambiente, mira a evitare la dispersione di microplastiche nell’ambiente e rientra nel piano d’azione “inquinamento zero” che mira a ridurre l’immissione del 30% di microplastiche nell’ambiente entro il 2030.

Questa nuova direttiva sarà sufficiente? 
Questo primo regolamento riguarda solo le microplastiche intenzionalmente aggiunte ai prodotti, quindi, una piccola parte rispetto alle microplastiche involontariamente riversate nell’ambiente, che sono una quota (stimata) di diversi ordini di grandezza superiore a questa. Tuttavia, con questo provvedimento, l’ECHA stima che si possa evitare il rilascio di 500mila tonnellate di microplastica nell’ambiente nell’arco di 20 anni. Altri provvedimenti per ridurre l’immissione nell’ambiente di microplastiche accidentalmente riversate nell’ambiente sono ancora all’esame della commissione all’interno della strategia sulla plastica e il nuovo piano d’azione per l’economia circolare. 

Un occhio alle legge

Come spiegato da Claudia Chiazzotto, makeup e prodotti per le unghie hanno tempo fino al 2035 per adeguarsi. Perché un tempo così lungo? Ecco cosa si legge nel testo normativo: “I costi di riformulazione previsti per i prodotti per il trucco, i prodotti per le labbra e i prodotti per le unghie in risposta alla restrizione proposta sono più elevati che per altri prodotti cosmetici ‘da non sciacquare’.

Tenuto conto altresì del contributo relativamente inferiore di questi prodotti alle emissioni complessive, la Commissione ritiene che un periodo transitorio di 12 anni per il divieto di immissione sul mercato di tali prodotti sia giustificato al fine di garantire un tempo sufficiente per sviluppare alternative adeguate e limitare i costi per il settore”.

Tuttavia, per incoraggiare la sostituzione delle microparticelle di polimeri sintetici in questi prodotti, la legge prevede che qualsiasi prodotto immesso sul mercato che ancora contenga queste microparticelle dovrebbe recare una dichiarazione che ne informi i consumatori a decorrere dal 17 ottobre 2031. 

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